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L'ambiente in cui si vive e ci si sente a proprio agio, prende forma anche dai semplici gesti quotidiani: leggere un buon libro, ascoltare musica, lavorare o divertirsi ad un terminale, pensare, studiare, creare: sono attività che nascono e si sviluppano nell'ambito delle mura domestiche. Il luogo ottimale è un microcosmo dove i sensi vengono coinvolti in un'alchimia che permetta, non l'isolamento da una convulsa vita sociale, bensì la rigenerazione necessaria per poterla affrontare al meglio. E' possibile creare particolari condizioni ambientali al fine di favorire il ripristino dell'equilibrio psicofisico progettando uno spazio i cui parametri configurativi, veicolati dalla sensorialità, influenzino l'attività cerebrale e biologica. Poco a poco si va delineando un nuovo concetto di igiene fisica e mentale che ci porta dal rispetto delle più comuni regole per il controllo termoigrometrico all'osservazione attenta per la cultura orientale, così diversa da quella occidentale, improntata su una concezione del rapporto uomo-ambiente molto avanzata, seppur antica di migliaia di anni. L'intento è sempre quello di equilibrare la dualità corpo-spirito dell'uomo riconoscendola come parte di un insieme cosmico e cercando di ristabilire un equilibrio armonico che in qualche modo si era infranto. La traduzione di questi concetti dev'essere affidata ai materiali che danno consistenza al progetto e che devono essere studiati in modo da poterne trarre le soluzioni ottimali sia dal punto di vista delle caratteristiche sensoriali che dal punto di vista del design. ... segue |
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Foto: Studio Aleph |
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Foto: Studio Villa
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** | Foto: Studio P. Magni | # | Foto: Alberto Fonti |