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Lo spazio dedicato all'attività intellettuale è sempre circondato da un'aura particolare, di intimità e calore. L'opera che meglio riesce a tradurre l'essenza di ciò è il quattrocentesco studiolo di Federico di Montefeltro, nel Palazzo Ducale di Urbino. Secondo alcuni autori lo studiolo deriva dall'armadio a corpo doppio, è entrato nell'uso in questo secolo, ma è andato perfezionandosi nel corso del Cinquecento. Con il termine studio si indica generalmente un ambiente, ma può identificare anche il mobile che semanticamente deriva da esso e forse tende a concentrare in sé elementi d'arredo sparsi o diversamente organizzati dedicati allo studio: un piano per scrivere, uno stipo in cui riporre carte e libri, alcuni cassetti per la cancelleria. Dunque "studiolo" indica sia un ambiente che un mobile, e come gli ambienti hanno avuto complesse evoluzioni nel tempo, così anche lo studiolo nasce da un'opera di riduzione funzionale ed estetica maturata pazientemente, sintesi di funzioni affinché lo studioso abbia a portata di mano tutto l'indispensabile alla lettura e al lavoro di concentrazione. Oggi le cose cambiano, anche se non vogliamo rendercene conto, per via dell'affetto verso le librerie che ci hanno sempre accompagnato; mutano le forme, aumentano le funzioni e l'attenzione per l'ergonomia. Il personal computer è l'inevitabile punto di approdo del processo evolutivo innescato dallo studiolo. Inoltre, il pc incorpora anche l'altra parte strutturale dello studio: la libreria, la biblioteca. Forse è superfluo, ma vale la pena sottolineare le capacità e le potenzialità di un CD ROM, o l'incalcolabile effetto dei collegamenti Internet. E' un fatto: uno studio come quello di Urbino non ha più ragione d'essere. Ora è più pressante ottimizzare le prestazioni umane, per cui è semmai necessario creare un'atmosfera come quella del famoso studiolo. Queste considerazioni investono la sfera professionale dell'uomo come quella del tempo libero, ma non per questo si vuole abolire la lettura dei tradizionali supporti cartacei, un momento che ha dei propri rituali: chi ama la lettura cerca sempre di ritagliarsi uno spazio particolare nel corso della propria giornata, in cui si rilassa, magari sorseggiando una bevanda, ascoltando musica, ecc.; per questo è più opportuno designare a queste azioni altre zone, che possono avere caratteristiche di ottimizzazione ambientale differenti da quelle dello spazio dedicato allo studio.
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